di Adelindo Di Donato – Presidente Unica Terra

“Ogni parco di questa terra è sacro per il mio popolo. Ogni
lucente ago di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma
dei boschi ombrosi, ogni radura, ogni ronzio di insetti è sacro
nel ricordo e nell’esperienza del mio popolo.
………..
Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori
profumati sono i nostri fratelli, il cavallo, la grande aquila sono
i nostri fratelli, la cresta rocciosa, il verde dei prati, il calore dei
pony e l’uomo appartengono tutti alla stessa famiglia.
…….
I fiumi sono nostri fratelli, ci dissetano quando abbiamo sete. I
fiumi sostengono le nostre canoe, sfamano i nostri figli.
…..
Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri costumi.
Per lui una parte di terra è uguale all’altra, perché è come uno
straniero che arriva di notte e alloggia nel posto che più gli
conviene. La terra non è suo fratello, anzi è suo nemico e
quando l’ha conquistata va oltre, più lontano. Tratta sua
madre, la terra e suo fratello, il cielo, come se fossero
semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere
come si fa con i montoni o con le pietre preziose.
Il suo appetito divorerà tutta la terra e a lui non resterà che il
deserto.
…….
Noi almeno sappiamo questo: la terra non appartiene all’uomo,
bensì è l’uomo che appartiene alla terra…… Tutte le cose sono
legate fra loro come il sangue che unisce i membri della stessa
famiglia. Tutte le cose sono legate fra loro. Tutto ciò che si fa per la terra lo si fa per i suoi figli. Non è l’uomo che ha tessuto
le trame della vita: egli ne è soltanto un filo. Tutto ciò che egli
fa alla trama lo fa a se stesso1. *
- INNALZAMENTO DELLA TEMPERATURA DEL PIANETA
- SCIOGLIMENTO DEI GHIACCIAI
- INNALZAMENTO LIVELLO DEI MARI
- DISBOSCAMENTI
- DESERTIFICAZIONE
- ABBASSAMENTO DELLE FALDE ACQUIFERE
- PERDITA DI BIO-DIVERSITA’ (specie animali e vegetali che scompaiono)
- INQUINAMENTO ARIA –ACQUA – SUOLO (e quindi anche del CIBO)
- PLASTICA NEL SUOLO
- PLASTICA NEI FIUMI
- PLASTICA NEL MARE
- PLASTICA NEI NOSTRI CORPI (nel sangue, negli organi, addirittura nel cervello)
- ANTIBIOTICORESISTENZA
- PANDEMIE
…… È la fine della vita e l’inizio della
sopravvivenza.*
UN NUOVO PATTO S’IMPONE!
Un nuovo patto tra i viventi e le cose esistenti: i fiumi le montagne i mari le paludi e le rocce e
tutto quanto c’e, tutto ciò che compone questo mondo meraviglioso.
Il NUOVO PATTO tra i viventi solo l’uomo può scriverlo.
Non certo gli uccelli del cielo i pesci del mare e gli abitanti del bosco. Tocca all’animale che ha
sviluppato maggiore comprensione e capacità di discernimento, tocca all’UOMO scrivere questo
nuovo capitolo di convivenza tra i viventi, l’unico possibile per la sua stessa sopravvivenza.
Ma dev’essere un patto di saggezza e di amore per ciò che è e per ciò che sarà. Un patto per
l’EQUILIBRIO, per LA SALUTE DEL MONDO, per la sua PULIZIA e per la sua BELLEZZA.
Dev’essere necessariamente un PATTO di AUTOLIMITAZIONE.
Autolimitazione del nostro EGO DI SPECIE (ridurre il numero delle nascite)
Autolimitazione del nostro EGO INDIVIDUALE (ridurre il nostro appetito consumistico e
pauperistico)
UNA NUOVA VISIONE!
Che cessi l’uomo di considerarsi il fruitore di diritto delle cose e dei viventi esistenti sul nostro
pianeta.
Cha cessi l’uomo di essere predatore e predone.
L’Uomo può scegliere come attraversare la sua vita su questo pianeta, quali orme lasciare.
Quelle del predatore spietato o quelle dell’ amorevole curatore di un meraviglioso giardino;
quelle del raccoglitore indiscriminato e distruttore o quelle del seminatore e facilitatore di
esistenze.
UN NUOVO PATTO S’IMPONE
Da scrivere dapprima nel suo cuore poi nei codici.
Un patto composto da un unico articolo:
tutti coloro che nascono su questa meravigliosa astronave che chiamiamo TERRA hanno il
DIRITTO DI ESISTERE!
UNA NUOVA VISIONE!
Che prenda lo sguardo dal passato, che prenda la saggezza dai nostri avi, che prenda in custodia
ciò che esiste e che potrà esistere perché questa che abbiamo è la nostra sola ed UNICA TERRA.
Dalla lettera del Capo Indiano See-ahth, noto come Seattle (1780 circa – Port Madison, 7 giugno 1866) lettera al Presidente Nordamericano Franklin Pierce nel 1855.
